UOMINI DA RICORDARE

SAYONARA SENSE
Eri nato in hillo tempore
nell’isola di Shikoku
e avevi studiato fitopatologia e microbiologia.
Nel 1938 a 25 anni
cominci a dubitare di tutto quello
che l’università ti aveva insegnato.
Un giorno hai gettato dalla finestra
quel sapere e sei partito a meditare
per monti e campagne del Giappone
negli stessi anni in cui facevano altrettanto
Gandhi e Lanza del Vasto.
Non sapevi cosa cercavi
sapevi solo che quello che volevi
non ce l’avevi.
Poi improvvisa la rivelazione:
noi dobbiamo stare nella natura
senza usarle violenza, né prepotenza,
con umiltà, solo così si avranno i suoi frutti
per sempre.
In un tuo libro hai scritto:
“Perché il contadino tradizionale giapponese
non si pone domande sulla propria esistenza?
Perché non ne aveva bisogno:
la sua vita non era così vuota
da porsi domande simili,
e il tarlo del dubbio non aveva ancora
invaso anche le campagne.
Questa è la filosofia del Mu”.
Il Mu non è il Nichlilismo europeo di Nietzsche
che rappresenta la negazione dei valori
dell’uomo, della vita.
Né il latino Nihil di cui parla Sant Agostino.
Il tuo Nulla, il Mu, invece è pieno
di spirito e di senso
che non si può definire:
o ce l’hai, o lo percepisci o niente,
nihil, nulla.
Dopo la rivelazione “sulla via di Damasco”
tornasti nel podere di tuo padre.
Non aravi, non potavi, non concimavi
E morì tutto.
Non ti sei arreso perché avevi capito
che la natura vera non esisteva più,
andava liberata
e tu hai seguito il consiglio di Chao-Chou:
-Siedi quietamente
senza fare nulla.
Viene la primavera
e l’erba cresce da sé-.
Quando sono stato ad Aya
volevo venirti a trovare
ma sapevo la tua veneranda età
e che non ricevevi più nessuno.
Ho visto le immagini dei tuoi campi
e i frutteti e ho capito cosa vide Cristoforo Colombo
quando chiamò El Paraiso la terra
che lo stupì per l’abbondanza dei suoi frutti.
Quando Giannozzo ti incontrò a Firenze
E mi disse la tua idea che la terra
non si deve nemmeno arare io risposi:
-Ma anche Abramo arava quattromila anni fa-.
E il tuo editore: -Abramo si, ma prima?-
“Non si deve coltivare solo la terra,
ma la propria vita” dicevi.
“Il fattore più importante in campagna
non è la tecnica colturale,
ma lo stato d’animo di chi la coltiva”.
Non solo il tuo paese non ti può capire,
ma anche tutti gli altri:
pensano che il Progresso e lo Sviluppo
siano la soluzione per i popoli
e non sanno che invece sono il problema!
SAYONARA SENSE MASANOBU
Mahatma del Giappone
Ci rivedremo un giorno nei tuoi giardini del Mu.