UN CRISTIANO BIOLOGICO

Il 5 novembre 1977 una mia lettera a Carlo Bo finiva così: “Adesso è autunno, ed è in autunno che nasce la vita. D’inverno dorme e quando arriva la primavera è solo il risveglio. Provi a guardare adesso nei boschi, ma forse lei non cammina nei boschi”. Io avevo scoperto a 30 anni che la vita vegetale non nasce in primavera, ma in autunno, quando cadono le foglie, anzi, le foglie cadono proprio per la spinta che dà il germoglio, la sua forza fermata solo dalla previsione dell’inverno che verrà. Quella donna straordinaria che era Ildegarda di Bingen la conosceva bene la forza creatrice della natura, sentite cosa scrive: “La verde forza vitale genera le gemme e dalle gemme il frutto, mentre le nuvole tracciano il loro cammino. La luna e le stelle risplendono di forza ignea. Dal legno secco germogliano di nuovo le gemme grazie alla forza verde. Tutte le creature hanno qualcosa di visibile e qualcosa di invisibile in loro. Ciò che vediamo è solo una debole ombra, molto più potente e vitale è ciò che non si vede”. Mi sono ricordato di Carlo Bo  perché ho scoperto in questi giorni che fu tra gli intellettuali che scrissero per difendere Ezra Pound dall’accusa di aver sostenuto il fascismo. Sostenendo che i suoi giudizi avevano carattere religioso più che politico. Questa scoperta me lo ha reso simpatico, finora non è che stravedevo per lui. Anche se debbo dire che con lui rettore l’università di Urbino non l’avrebbero liquidata regalandola allo Stato che come imprenditore, anche della cultura, è meglio girargli alla larga.
A febbraio con le prime giornate di sole cominciano le primule, subito dopo le viole e in alto i carpini e gli ornielli lanciano le loro gemme con una forza che sembrano proiettili. E sotto il bosco, accanto a primule e viole si vedono spuntare i figli delle piante che nascono, di querce, faggi, aceri, sanguinelli. E io penso al Giardino di Eden quando Adonai era in pace con tutte le sue creature e guardava i nostri antenati con lo stesso stupore e ammirazione con cui io guardo, migliaia di anni dopo la rottura dell’incanto, i fiori e le piante che nascono nei boschi. Erano tutti vegetariani, anche le belve feroci che allora evidentemente non erano feroci (Genesi, 1, 30). Nella mia carriera di allevatore suscita sempre  meraviglia e stupore vedere nei prati la nascita di un vitellino. Bisogna assistere da lontano perché la madre si apparta. Nel giro di mezzora dopo avere rotto le acque il vitello viene nel mondo. La madre si alza, lo lecca per dieci minuti sia per esprimere la contentezza sia per asciugarlo. E dopo un altro quarto d’ ora questo minuscolo quadrupede si alza, fa le prove per capire dove si trova e intanto sta in piedi e fra poco cammina. Poi cerca la mammella, la trova e scopre la fonte della vita. Ma non crediate che le nascite dei vitelli siano tutte così, per essere così vediamo cosa occorre. Ci vuole per le madri una vita di libertà, la possibilità di avere un maschio disponibile in quel breve periodo in cui andrà in calore. Ci vogliono pascoli con infinite varietà di erbe, perché ognuna porta all’organismo qualcosa di diverso. E questi pascoli non debbono essere impestati da concimi chimici o  campi in cui hanno dato pesticidi e diserbanti. Veder spandere i diserbanti in me suscita la stessa repulsione che se vedessi violentare una donna.
Quando avevo ventanni, nel 1966, giravo per i campi di mio padre per pensare, andavo per boschi e sulla Ripa del Falco sopra il Fosso del Lupo. Ero in pace tra la natura pensando a cosa fare da grande. All’improvviso, un giorno cominciò ad impossessarsi di me una forte inquietudine , sentivo quella natura che fino allora era “felice” urlare di paura: nelle campagne vicine avevano cominciato a spandere il nitrato ammonico prima delle semine per avere raccolti più abbondanti. Naturalmente nelle pianure avevano cominciato cinquantanni prima e i soliti americani già alla fine dell’ottocento erano molto evoluti nel progresso per correggere i difetti della natura.
Avete presente Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre nella cappella Brancacci dipinti da Masaccio? Tenetevela bene impressa quella immagine, perché Adamo ed Eva siamo noi! Siamo noi a dover essere cacciati dal Giardino di Eden: cosa volete che abbiano fatto di tanto grave quei nostri poveri progenitori?
BOLLETTINO DI GUERRA SULLA NATURA, SUL CIBO E LA VITA

Ecco come abbiamo fatto diventare quel vitellino e le gemme delle piante e le primule e le viole.
Bisogna però leggere i giornali con occhi naturali, senza le lenti della cultura ufficiale e allora in un anno uno leggerebbe tutte queste notizie .
“L’orrore è in tavola, dai funghi con le larve alla mosca nel panino”
“Non sono gli OGM la manna dei poveri. Rifkin sulla riforma del Vaticano: riforme, non biotecnologie”
“Appello dell’Associazione Galileo 2001: l’Italia ha bisogno di Ogm”
“Genetica, nuova frontiera choc, creati embrioni uomo-coniglio”
“Il pericolo inquinamento, non viene solo dallo smog: la minaccia arriva anche da oggetti di uso comune”.
“Il si del Vaticano: leciti i trapianti animale-uomo”.
“Migliaia di protesi ossee pericolose”
“Hawking: modificare il DNA umano o i computer ci sorpasseranno. Il grande scienziato a favore dell’ingegneria genetica.”
“Cloneremo l’uomo per aiutare coppie sterili. L’annuncio choc a Roma di Antinori e Zavos”.
“Aranciata, ma si può fare senza arance. Autorizzate bibite a base di soli aromatizzanti”.
“Cartoni per pizza tossici, il ministero, sono vietati”.
“Gli sciamani delle biotecnologie. Gli scienziati si credono redentori”.
“Ucciso da burro e patatine. Erano diventati la sua droga”.
“Allarme sulle vasche di alluminio per cibi. L’Università di Milano: sono cancerogene”.
“Pesticidi: fertilità maschile a rischio”.
“Grano contaminato, nuovo allarme, ecco la lista dei prodotti tossici”.
“Il carico era cancerogeno, arrestato il re del grano”. (50mila tonnellate, poi dissequestrato e fatto mangiare tutto agli italiani. Poi di nuovo ordine di sequestro, ma era sparito nelle pance degli italiani con la pasta di grandi marche: aveva il vantaggio di costare poco).
Incriminate varie multinazionali farmaceutiche per crimini contro l’umanità. Denuncia giunta alla Corte dell’Aja”.
“I maiali transgenici possono salvare dall’infarto”.
“Amianto, i settecento morti, figli dei polmoni sporchi”.
“Pensano ai brevetti, non alla sicurezza. La ricerca deve avere altri fini dice il biologo Tamino”.
“Un candore micidiale: sbianca bene, però rilascia diossine, il cloro”.
“Un terzo del cibo prodotto nel mondo lo sprechiamo: in questo disprezzo per i frutti della Terra c’è il seme della barbarie”.
“Farmaci anche nell’acqua del rubinetto”.
“L’industria farmaceutica minaccia la salute. I grandi laboratori sono capaci di tutto”.
“La truffa del formaggio avariato: nel grattugiato finivano gli scarti”.
“Laghi e fiumi contaminati dai pesticidi. Metà delle acque dolci italiane a rischio”.
“Mucche hi-tech e il latte non ha più gusto”.
“Pulisce un carciofo e gli scoppia in mano: eccesso di fertilizzanti e nitrati”.
“Mozzarelle di bufala sequestrate. L’agricoltura industriale ormai è satura di tantissime sostanze chimiche che il mercato riconosce come legittime. E tutti fanno finta di nulla”.
“Il parto e i pericoli dell’epidurale”.
“Celiachia, intolleranze, allergie: ma perché non possiamo più fidarci nemmeno del grano?”
“Maxisequestro di latte cinese. Allarme salute, sospetto di melanina”.
“Pranzo e cena con menù di veleni. L’invasione silenziosa, dal cibo all’ambiente, tante sostanze tossiche attaccano l’organismo”.
“Tutti i colori nocivi del carnevale: vestiti e maschere possono essere veleni”. (E i giocattoli quante volte sono stati sequestrati?).
“Il latte fa bene? Non con la somatropina”.
“Ventanni a bere acqua avvelenata. Rifiuti e scarichi nocivi per 450mila persone”.
“Il Codex Alimentarius: un inquietante progetto in campo alimentare”.
“Umberto Cancronesi (così lo chiama Beppe Grillo) ha detto che gli inceneritori  non hanno alcun effetto sulla salute. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia: una li provoca , l’altra li cura”.
“Bambini aggressivi e disattenti, colpa di merendine e aranciate. Il governo inglese: coloranti sotto accusa”.
“Quanta sicurezza c’è nei nostri piatti? Non solo mozzarelle blu, in Europa ogni settimana bloccati decine di cibi rischiosi”. Uova alla diossina, pesci morti sulle spiagge, capodagli a riva morti, soffocati dalla plastica. Strage di volatili, sembra uccisi dai semi di girasole. Prima strage di api per colpa della concia delle sementi. Io potrei continuare par pagine e pagine intere e dirvi che in settanta anni la produzione di sostanze chimiche è passata da un milione di tonnellate  ai 400milioni di tonnellate all’anno. La medicina omeopatica tedesca trentanni fa aveva catalogato un milione trecentomila veleni in giro per il mondo: chi può diagnosticare un numero simile?

IO E LA CHIESA
Di fatto sono orfano di Vescovo dal 1978, quando Anacleto Cazzaniga lasciò Urbino per raggiunti limiti d’età. E’ l’unico Vescovo con cui ho avuto un dialogo, intorno alla sua tavola abbiamo anche litigato, ma poi raggiungemmo un accordo onorevole per entrambi: decidemmo che io mi sarei astenuto dal pensare e dire che il Regno di Dio sarebbe venuto il giorno dopo e lui si sarebbe astenuto dal dire che poteva venire anche fra mille anni. Era questo la questione più importante per me del Nuovo Testamento. Allora come ora. Poi Anacleto mi fece il regalo di venire a celebrare una messa tra i ruderi del monastero, per incoraggiare il mio intento di volerlo ricostruire. Poi i Vescovi di Urbino sono spariti dai dintorni di Montebello. Prima Ugo Donato Bianchi perché aveva paura di incontrarci Sergio Quinzio, non tanto per le sue idee quanto per il timore del confronto. Ugo Donato Bianchi era un santuomo. Poi è arrivato Francesco Marinelli, un professore alla Lateranense, gli deve essere costato molto lasciare l’insegnamento che era il suo mestiere. Un anno fa l’ho invitato a Montebello e con grande candore mi ha chiesto: “Ma cosa debbo venire a fare?” E passa le sere a farsi insultare da un vecchio marxista che si crede Gramsci.  Questi funzionari del Vaticano che scelgono i Vescovi, chissà quali criteri usano per la scelta. Di certo non considerano l’avere una fede che sposta le montagne e  le palle un attributo atto al comando.  Tonino Bello ce le aveva, glielo scrissi. Salendo più in alto nella gerarchia, dei Papi la penso come don Milani : vanno bene come sono, sempre. Poi a scendere cominciano i problemi. Per esempio sui temi che stanno a cuore a me  li considero di un’ignoranza e superficialità inaudite: il 18 maggio 1998 il parlamento europeo ha votato a larga maggioranza la peggior legge di tutta la storia dell’umanità, la brevettabilità delle forme viventi, vegetali, animali, umane, anche separatamente dalla loro interezza. Quando ho appreso la notizia stavo chiudendo la rivista che curo (Mediterraneo) ho ricavato uno spazio per inserire l’Urlo di Munch da dedicare a quella brava gente. Nei giorni precedenti il voto i vertici della Chiesa facevano le loro sapienti dichiarazioni: “Se è per il bene dell’uomo….” Tra i votanti anche tale Carlo Casini, giuro che gli avrei tagliato il braccio per non farlo votare. Mi piacerebbe capire quale vita difende la Chiesa, quale parte, cos’ è la vita per la Chiesa. Poi gli OGM che sono i figli di quella legge. Per me sono un grande disastro, una gravissima minaccia alla salute, alla vita, all’autodeterminazione alimentare dei popoli. C’è una idea che ha vinto nella nostra società che è la massima espressione delle idee del diavolo, mai così potente come oggi, e cioè ritenere che le molecole di sintesi abbiano la stessa funzione di quelle naturali e invece il nostro organismo non le riconosce nemmeno e si deve difendere, ma ormai è allo stremo. Un Vescovo e un Patriarca sono andato a consultare per vedere se riuscivo a portarli dalla mia parte. Uno il Vescovo di Fano Tomasetti, mi ascoltava esterrefatto, non capiva nemmeno di cosa stavo parlando, OGM, Brevettabilità delle forme viventi. “Cosa c’entrano con l’essere cristiani” pensava.
L’altro il Patriarca degli Armeni, Karenin II, a Erevan a cena, comincio il tema e anche lui non ne sapeva nulla. Ora io ho sempre considerato il PIL come metro di misura del valore di un popolo una semplice catastrofe, il vero problema e non certo la soluzione e ora con la crisi pensavo fosse un concetto da chiudere nei cassetti e parlare di Sviluppo zero o di decrescita. Invece nel congresso promosso dalle diocesi italiane in Calabria a novembre sale al microfono Gotti Tedeschi e cosa dice? “Se qualcuno vi viene a parlare di decrescita sparategli nelle gambe!” Ma mio carissimo Papino, dove li trovate tutti. Ti prego smettetela di prenderli dalla fine dell’Ottocento. Ai tuoi confratelli vescovi falli smettere di benedire tutto, ti prego.

COSA MI ASPETTEREI CHE DICESSE UN VESCOVO DI SANTA ROMANA CHIESA.

Sulla campagna
“Andare per campagne non è più una gioia. Improvvisamente qualcosa è cambiato in un paesaggio che non cambiava da quattromila anni, quello delle terre coltivate, e l’animo dell’uomo si è rattristato. Pensavamo vivendo nelle città, che sarebbe sempre esistito, lontano dalle strade, dalle mura, dai grandi serpenti cloacali, dagli anelli periferici dove agonizzavano e rinascevano i tram, dalle concentrazioni di sforzi e di pena, di crudeltà e di godimento troppo elevate, un mondo non tutto contaminato, un dolore meglio sopportato, una miseria più pulita, una fatica meno impura, una benda per le ferite dei nervi, una possibilità di cominciare una vita diversa, una riserva inesauribile di nutrimento fresco e di acque, una religione astrale delle consuetudini che scampava dai cambiamenti troppo rapidi, reagiva con sovrana indifferenza alle imposture della politica, non tradiva la fedeltà di chi nasceva e le speranze di chi gli si convertiva. Tutto questo chiamavamo campagna. Averla conosciuta prima che un malvagio incantesimo la corrompesse, è stato un bene perfetto e ora potranno vederla solo come un prolungamento e un irradiamento della città, coi suoi miasmi celebri e i suoi modici squarci di autenticità umana atterrita e di vita animale e vegetale ammorbata e prigioniera” (1973).
Sull’ Unione Europea.
“Né comunismi, né fascismi si sognarono, nel loro delirio, di livellare i consumi alimentari e di dare norme di ferro sugli ingredienti, i componenti, la fabbricazione, la quantità da produrre, al punto di snaturare integralmente il prodotto e di sgretolare economie intere. Il Duce impose le bestiali leggi razziali, ma non arrivò alla fascistizzazione del Gorgonzola, i nazisti non controllarono il grado di arianità del vino dell’Heuriger, Stalin non pretese che nel caviale del Volga entrassero i geni della scolopendra e del cetriolo. Bruxelles non attenta alle vite come i regimi totalitari: attenta alla vita , semplicemente. … Le norme europee sono assassini sguinzagliati per uccidere formaggi, pasta, olio, pane, vino, cioccolato, tutto, a poco a poco tutto, e sostituirli con simulacri. In buona parte l’agricoltura dei nostri paesi è già distrutta, impoverita e abbruttita da decenni di pesticidi e monocultura, ma le Norme mirano a distruggere, a violentare il violato, a perseguitare quanto resta di pulito. Di vero, di non trattato, di refrattario. E non si fermeranno, le Norme: se non saranno fermati da immensi rifiuti di obbedienza, continueranno a sterminare la vita biologica, forma e apparenza di quella spirituale, perché si aggredisce la materia per colpire lo spirito. E’ naturale che Bruxelles e transgenico vadano insieme: è la fase ultima, la Soluzione Finale” (2000).
Sul Diavolo.
E come può pensare la mente umana di trasformare la vita vera in finta e riuscirci e ritenerla migliore?  Chiesi un giorno al personaggio che sto citando.
Mi rispose che non è l’uomo ad aver pensato questo. E’ il Diavolo, che dopo aver ucciso Dio come sacrificio rituale si è proposto per lo stesso motivo di sacrificare tutta la sua creazione.
Il personaggio in questione è Guido Ceronetti, con la forza delle sue parole che squarciano le tenebre potrebbe essere lui il mio vescovo.

Ma per fortuna ci sono anche Cardinali che hanno capito il senso degli OGM, in Africa però. Penso al cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson primate del Ghana e oggi Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e al Cardinale Bernard Agré della Costa D’Avorio. Noi in Occidente siamo così “evoluti” da essere privi di qualsiasi spiritualità e capacità di discernimento degli spiriti che oggi a Giovanna d’Arco la dichiareremmo incapace di intendere e di volere, ai genitori toglieremmo la patria podestà e l’affideremmo a una comunità terapeutica . Noi siamo così insensati da fare la comunione con il pane e il vino  impestati dalla nostra civiltà: contengono i residui della chimica che abbiamo inventato per migliorare la natura. Sorrise il Cardinale Bertone arcivescovo di Genova quando gli proponemmo di aiutarci prescrivendo la biologicità del pane e del vino per l’Eucarestia. Ridete, ridete, morirete tutti avvelenati con la bava alla bocca.
Lo scopo per cui io da quasi quarantanni pratico l’agricoltura biologica non è quello di pensare che così salveremmo il mondo, ma, semplicemente, per non stare dalla parte di “coloro che debbono essere annientati perché distruggono la Terra” (Ap, 11, 18).  Piango per l’ignoranza e l’indifferenza dei miei contemporanei su questi temi e mi considero uno schiavo che fa mattoni per il faraone e attendo di essere salvato dal Dio in cui credo che è lo stesso di Abramo, Isacco, Giacobbe. Dagli uomini in tutte le loro istituzioni, anche ecclesiastiche, non mi aspetto nulla, nulla, nulla.