Tokyo "studia" da Girolomoni progetto mondiale biodiversità

Davide Eusebi
Il Resto del Carlino 24 settembre 2013

Da Isola del Piano a Tokio il passo è breve: da oggi a lunedì 30 settembre una delegazione di studiosi giapponesi sarà in visita alla cooperativa Girolomoni per un progetto di ricerca che va dall’Asia, all’Africa, all’America Latina. L’obiettivo è sviluppare un sistema che utilizzi le risorse della comunità per la realizzazione di uno sviluppo biosostenibile che miri a preservare la biodiversità. Lo studio è portato avanti dalla Cooperativa agricola Gino Girolomoni in collaborazione con l’Università di Tokyo e si conclude quest’anno dopo due anni di intenso lavoro. Il progetto, coordinato dal Masamitsu Yasaka dell’Università di Tokyo si è concretizzato con l’analisi di diverse comunità rurali in Giappone, Sud Est Asiatico, Africa e America Latina e con la promozione di un tipo di agricoltura in rispetto dell’ambiente basata sui rapporti tra le persone con l’obiettivo di arrivare a identificare un modello agricolo che coniughi lo sviluppo sostenibile con la conservazione della biodiversità. Uno studio innovativo che combina “prospettive locali” basate sulla saggezza e sulle conoscenze popolari con una “prospettiva globale” che cerca di risolvere i problemi attraverso un confronto internazionale, analizzando inoltre i tessuti sociali e la gestione delle aziende agricole. Questo studio, oltre ad essere utile per lo sviluppo futuro in Giappone di un’agricoltura che tuteli l’ambiente, contribuirà anche allo stanziamento di aiuti pubblici per progetti governativi di protezione dell’ambiente.
“Si tratta di un progetto molto interessante che abbiamo deciso di sposare subito con enfasi – dichiara Giovanni Battista Girolomoni, presidente della Cooperativa Gino Girolomoni – da sempre con il nostro lavoro cerchiamo di portare avanti un modello di sostenibilità che dall’agricoltura arrivi a coinvolgere ogni aspetto della quotidianità per andare davvero oltre il biologico. Il sostegno di questo progetto ci è sembrato un valido strumento per concretizzare la nostra mission anche al di fuori dei confini nazionali”.
Tra i partecipanti, tutti provenienti dall’Università di Tokyo, i docenti Masamitsu Yasaka (Facoltà di Economia), Hiroyuki Ukeda (Studi internazionale e di area), Nakanishi Toru, Matsubara Ryuichiro e Maruyama Makoto (Studi sociali e internazionale), Ito Noriko, (ricercatore associato dell’Istituto di Scienze Sociali). La storia della Gino Girolomoni Cooperativa Agricola inizia nel 1971, quando Gino, giovane sindaco a Isola del Piano, cominciò a promuovere iniziative volte a valorizzare e sostenere l’antica civiltà contadina. Queste prime esperienze furono alla base della nascita, nel 1977, della cooperativa Alce Nero, di cui verrà ceduto il marchio circa 25 anni dopo, diventando Montebello. In seguito alla scomparsa del suo fondatore, nel 2012, il marchio Montebello cede il passo al marchio Girolomoni. Con i suoi trenta soci e trentacinque dipendenti e con i suoi circa 7,5 milioni di fatturato (anno 2012), la cooperativa Gino Girolomoni ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del biologico in Italia e rappresenta, oggi, uno dei punti di riferimento più importanti del panorama biologico italiano.