QUALI "CURE" SUBISCONO I PRODOTTI DELLA TERRA?

Carlino Marche

mercoledì 3 maggio 1978

Corso sull’agricoltura a Isola del Piano

Isola Del Piano, 2 – Per tutto il mese di maggio Isola del Piano vivrà un importante momento culturale e professionale, con l’inserimento nelle strutture locali di un corso di agricoltura biologica che ha preso l’avvio martedì 2 maggio. I docenti sono illustri studiosi ed esperti della materia: Claude Aubert, accademico agronomico di Francia, Giorgio Celli dell’Università di Bologna, Francesco Garofano dell’ateneo di Torino, Bruno Giuliani dirigente dell’ufficio zootecnico Ipa, Luciano Picchiai primario medico esperto di alimentazione, Angelo Ponzio dell’Ente di sviluppo Marche, Enzo Polidori dello stesso ente regionale, Roberto Vallerai capo dell’ispettorato dell’agricoltura di Pesaro, Ivo Totti consulente agrario. Collabora al corso anche il gruppo di ricerche Fiat che illustrerà le energie alternative per l’agricoltura. Anche il noto scrittore Paolo Volponi interverrà per portare un contributo sul significato sociale e culturale di uno sviluppo razionale dell’agricoltura.
L’iniziativa è partita dietro richiesta di un’associazione culturale di giovani di Isola del Piano e la Regione Marche ha concesso questo corso di agricoltura biologica, termine con cui non si intende designare un tipo di coltivazioni arretrate a concezione del passato, né una agricoltura che sia un lusso per professionisti che ricavano altrove il loro sostentamento. Si intende invece una tecnica di conduzione dell’azienda fondata su basi scientifiche più profonde e serie.
Dalla terra provengono gli alimenti e questo è noto a tutti; ma non lo è altrettanto il fatto che i prodotti della terra subiscono delle “cure” fin dalla semina in terreni intossicati dalla concimazione con fertilizzanti soltanto sintetici e dai diserbanti a base diossina che puntano sulla quantità del prodotto. Si aggiunga la manipolazione dell’industria con le sue aggiunte di “ingredienti” vari (polifenoli, stagno, piombo, cromo, mercurio) e la conclusione da trarre è davvero sconfortante. L’agricoltore allora può fare nei suoi terreni quello che vuole, ma occorre dargli degli elementi per scegliere. È appunto quanto si propone il corso.