LA VITA SULLE COLLINE

Avvenire

Giampiero Bertolotto

domenica 12 aprile 1981

Ricostruita la cultura dei contadini – Ritorna “Alce Nero”

Gli indiani D’Italia, con i loro bisonti, la loro religione, la loro cultura, la propria grande e profonda tradizione sono, senza ombra di dubbio, i contadini. Ma chi fa la parte delle “giacche azzurre”? Chi cioè sostiene il ruolo dell’espropriatore, del soggetto dell’ingiustizia e dello sradicamento? La risposta può essere generale: la società fondata sulla cultura industriale. E siamo sicuri di non andare a colpire un bersaglio sbagliato. Ma proviamo a pensare anche a quanti hanno generato il “new-look” del cittadino che tornava sentimentalmente all’agricoltura, all’industria turistica che riscopre la campagna come foriera di robusti introiti e che traveste le cascine trasformandole in lussuosi “pièd-à-terre” per pochi eletti.
No, lo sappiamo tutti, la campagna, la cultura legata alla terra è tutt’altra cosa: è sudore di fronte, calli alle mani, levatacce alla mattina e nessun divertimento, perché a Natale e a Capodanno le mucche danno il loro latte come negli altri giorni. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi ci penserà il volume di Gino Girolomoni “Ritorna la vita sulle colline”, a fugarli e soprattutto a raccontare con tono quasi colloquiale un’esperienza di speranze per l’oggi di tutti.
Un ampio e lungo dibattito, scrive Girolomoni, ha occupato la scelta del nome da dare a una cooperativa costituita il 13 luglio 1977 per obbedire a una “visione” del suo fondatore. Alla fine, racconta Girolomoni, omaggio ad un uomo valoroso e vicino ai nostri sentimenti e per la similitudine politica degli indiani d’America con i contadini italiani e dell’Europa del Sud e quelli del Terzo Mondo: non contano niente ugualmente”.
Da qui prende l’avvio un’avventura raccontata in modo avvincente, la storia di un gruppo di coraggiosi che realisticamente scelgono una cultura, consapevoli che non di sentimento e di utopie si può vivere, ma di una realtà che deve essere quotidianamente significata e sperimentata.

Se possiamo suggerire una più attenta lettura di una parte del libro, ecco, diremmo che il capitolo “La cultura dei contadini” potrebbe per sé solo bastare a giustificare l’uscita di questo romanzo, ma veritiero, che narra con nitida lucidità la storia di un uomo, di una collina e di un monastero.

GINO GIROLOMONI: “Ritorna la vita sulle colline”, (L’esperienza della cooperativa “Alce Nero”), Jaca Book, 168 pp., L. 5500