IO NON VENDO LA VITA ALLA SCIENZALa parola magica oggi è: ricerca. Ma io non mi fido. Soprattutto quando la ricerca vuole mettere le mani sull’origine. Per questo ho deciso ch enon andrò a votare.
Nel 1996 invitai a Senigallia il professor Meschini Fabris, allora presidente dell’Associazione italiana di andrologia. Ero interessato a capire da uno dei massimi esperti se le cause della sterilità e dell’impotenza maschile fossero legate anche all’inquinamento e agli estrogeni. Nella sua conferenza e nei dialoghi a tavola ne ebbi la conferma ed è per questo che due anni dopo accettai di partecipare al Congresso mondiale di andrologia che si teneva a Pisa. Nella mia ingenua concretezza di contadino illuminato pensavo che se fosse partito un allarme dai medici sulle cause della sterilità ne avrebbe guadagnato la salute collettiva e un settore come il mio che non inquina e non fa danni. Invece con mia sorpresa questa brava gente delle cause che portano all’impotenza maschile e alla sterilità gliene importava quasi niente e in quell’occasione presentarono il progetto Bimbo in braccio: no problem, con 25 mila euro i bimbi li facciamo fare a tutti.
Cosa diceva Veronesi
Quel grande luminare di Umberto Veronesi che oggi ogni giorno afferma che fa più male il biologico dei diserbanti e che gli ogm sono la soluzione per tutti i mali del mondo, soltanto undici anni fa la pensava all’incontrario. Sentite cosa scrive per convincere gli agricoltori a praticare l’agricoltura biodinamica. “Gli studi scientifici degli ultimi due decenni hanno focalizzato la ricerca dei fattori causali dei tumori dell’uomo sull’ambiente che lo circonda e il tema fondamentale che pervade l’oncologia preventiva di oggi è come individuare le sostanze cancerogene nell’ambiente e, una volta individuate, come eliminarle. Il termine ambiente in questo contesto non si riferisce solo all’aria che respiriamo, ma all’acqua che beviamo, al cibo con cui ci alimentiamo, al suolo su cui viviamo, insomma a tutto ciò con cui veniamo in contatto e da cui possiamo assorbire sostanze estranee. In questa direzione la ricerca epidemiologica è attivissima e ha dimostrato grandi differenze di incidenza dei tumori in aree geografiche diverse. E poiché le diversità più rilevanti riguardano il campo alimentare, ecco che gli studi sull’utilizzazione dei vari cibi sono diventati i temi fondamentali nella prevenzione dei tumori”.
Quindi, dopo aver esaminato gli aspetti di una buona agricoltura, Veronesi continuava: “In questo ambito si è sviluppato il movimento dell’agricoltura biodinamica, una via nuova alla ricerca di condizioni naturali in gran parte perdute, a cui tutti guardiamo con grande interesse”. Passano solo undici anni e il biologico è più pericoloso dei pesticidi: il professore o era ubriaco allora o lo è oggi.
Uomo, materia prima
Come fidarsi di questa gente che oggi vuole avviare (già fatto, comunque, con la direttiva comunitaria del 98 sulla brevettabilità delle forme viventi) una grande industria con la materia vivente umana, per tutti gli usi (figli o organi) per i quali il nostro prossimo è disposto a pagare grandi somme e loro a fare grandi profitti. Questa brava gente senza serietà né coerenza, non è credibile e non pensino che la parola magica “ricerca scientifica” possa farci passare tutto e noi dietro come al piffero magico che condusse tutti i topi ad affogarsi.
Anche Menghele faceva ricerca scientifica, non per niente russi e americani facevano a gara su chi arrivasse per primo a mettere le mani su quelle ricerche. No, io non andrò a votare. Questi delinquenti semilegali non si accontentano più della proprietà mondiale dei cibi attraverso i semi ogm, adesso vogliono brevettare anche le più svariate forme umane. Ho impiegato vent’anni a riflettere su una delle frasi più misteriose del Vangelo, Mc 13,14: “Quando vedrete l’abominio della desolazione starà là dove non conviene, allora…..”, e un giorno, un Venerdì santo, su di una montagna sacra da 40 mila anni in un deserto israeliano, improvvisamente mi si illuminò di significato quella misteriosa frase del Signore. Io mi chiedevi quale fosse quel luogo santissimo in cui sarebbe avvenuto un crimine immane, pensavo a un sacrificio umano dentro San Pietro a Roma o nel Santo Sepolcro a Gerusalemme, e invece quel luogo santo, anzi santissimo in cui si sarebbe compiuta l’infamia magna era il grembo materno dove nasce la vita umana e dove anche il Signore è voluto passare per venire nel mondo.
E di quel luogo santo oggi ne vogliamo fare un laboratorio di produzione di organi e di vite frutto soltanto di frammenti di dna, senza anima e con un cuore che pompa solo sangue nelle vene, ma privo di sentimenti. Amici, non basta dire “sono uno scienziato” e uno sta tranquillo, io voglio sapere cosa ha in testa questa gente.