IL NOSTRO BIOLOGICO È NELLA STORIA D’EUROPA

Il Resto del Carlino
25 maggio 2011

Da sabato la 17° edizione dell’appuntamento nato dai sogni di Gino Girolomoni

Isola del Piano – In principio fu Isola del Piano, già patria sul finire degli anni ’70 di due delle tre realtà pionieristiche del biologico europeo. Oggi confermando il successo di un settore in continua espansione la rivoluzione della coltivazione biologica coinvolge un milione di ettari e centomila addetti in Italia, mentre Isola del Piano con Urbino, Sassocorvaro e poco altro mantiene il primato di capitale del biologico garantendo nel breve raggio di una trentina di chilometri, il 75 per cento della produzione provinciale e segna il 30 per cento di quella marchigiana con un fatturato di 22 milioni di euro nel 2009 che nello stesso anno rappresentava il 50 per cento di quello regionale. Ecco perché in occasione della diciassettesima di BioEuropa ad Isola del Piano questo fine settimana nell’ambito del tradizionale convegno del settore, oltre a capire “come far diventare una ricchezza economica ed ecosostenibile l’umido dei rifiuti” l’assessore provinciale Tarcisio Porto illustrerà l’ambizioso progetto “che vorrebbe finalmente riconosciuto nell’area del Basso Montefeltro la condizione di Distretto biologico nella Provincia di Pesaro e Urbino. L’idea nasce dai numeri e dalla incompetenza che fanno di Isola del Piano “un’eccellenza in Europa e nel mondo” ha detto il sindaco Giuseppe Paolini, ieri in occasione della conferenza di presentazione della kermesse “La NotteBio” collegata a BioEuropa, sostenuto nella visione dell’autorevole presenza di Gino Girolomoni e dal solidale entusiasmo dello stesso Porto, che ha illustrato i passaggi amministrativi del progetto.

“La Provincia sottoporrà alla Regione Marche la proposta per la creazione di unDistretto proprio in virtù della grande produttività di agricoltura biologica garantita dall’area che da Isola del Piano va a Montecalvo in Foglia e arriva ad Urbino. Il progetto ancora in bozza potrà trovare il sostegno finanziario nel Fondo Leader dell’Unione Europea e applicherà il programma Bio Regionale (Istituito dal Ministero per lo Sviluppo Economico) grazie al quale si intendono sviluppare indicatori precisi per individuare le zone idonee a rientrare nei cosiddetti Distretti Biologici”. Il passaggio sarà qualificante per l’intera economia del Centro Italia, ma intanto la novità di quest’anno è l’apertura al grande pubblico di BioEuropa, avvicinamento che avverrà grazie alla kermesse di eventi messa a punto dalla direzione artistica di Chiara Ricci Concepì e da Dj Thor: “Le iniziative di quest’anno intendono portare in primo piano i giovani, che sono i grandi protagonisti del domani – sottolinea il sindaco Giuseppe Paolini – la NotteBio e il ricco programma di eventi utilizza il linguaggio dell’arte contemporanea e della musica per esprimere attraverso le emozioni i messaggi di grande impatto sociale, come può essere l’adozione di stili di consumo attenti all’ambiente e alla biodiversità”. Semplici azioni quotidiane capaci di incidere non solo sul benessere di una comunità, ma di costruire passo dopo passo un lungo cammino di civiltà. Girolomoni l’aveva capito già 30 anni fa: “Ma importante è condividere le proprie convinzioni – ha spiegato il padre di Alce Nero – da quando abbiamo fondato l’associazione mediterranea agricoltura biologica (Amab) nel 1997, il nostro obiettivo è stato quello di divulgare questa consapevolezza, legata a doppio filo con la scarsità delle risorse naturali e l’interdipendenza tra tutte le forme di vita”.