IL GRUPPO ERBORISTI MODENESI ALLA RIBALTA

Commercio Modenese

Mauro Dotti

marzo 1989

Successo pieno per l’iniziativa su agricoltura biologica ed alimentazione naturale

Gremita la Sala Leonelli della camera di Commercio, a dimostrazione che l’argomento dell’iniziativa è uno di quelli che attirano la gente, certamente d’attualità ma soprattutto di grande interesse.
Si è parlato di “agricoltura biologica ed alimentazione naturale per la salute dell’uomo e dell’ambiente”, e la vasta platea ha seguito con attenzione le dissertazioni dell’assessore provinciale Liliano famigli, del pediatra Luciano Picchiai e dell’esperto di agricoltura biologica Gino Girolomoni.
A fare gli “onori di casa” Emilio Zannoni, presidente del Gruppo Erboristi Modenesi Anepo Confeserceni, organizzatore dell’incontro.
“Il Gruppo è stato costituito circa un anno fa per far crescere dal punto di vista qualitativo, quantitativo e professionale l’erborista e la categoria.
Questo anche in considerazione del fatto che quella degli erboristi è l’unica categoria – ha spiegato Zannoni – che attende ancora una legge quadro nazionale, nonostante il “boom” che ha visto crescere gli esercizi dai 150 del 1971 ai circa 2400 dell’88.
Per sollecitare una legislazione adeguata, abbiamo presentato al Governo una proposta di legge organica e dettagliata, una proposta che non a caso è nata proprio a Modena dove, ce lo insegna la storia, gli eventi non si subiscono ma si vivono.
La Confesercenti modenese, con lo sforzo organizzativo diretto alla costituzione del Gruppo Erboristi ed alla presentazione della proposta di legge per il settore, ha risposto con concretezza alle nostre esigenze di tutela ed innovazione per portarci al passo coi tempi ed al tempo stesso per migliorare la nostra funzione al servizio della collettività”.
Il tema dell’agricoltura biologica è stato affrontato da Gino girolomoni, presidente del coordinamento marchigiano dei produttori agricoli biologici, che ha sottolineato come questa sia oggi una realtà attuabile ed attuata. “ È questa la prima tutela per la salvaguardia delle acque, dell’equilibrio idrico e della salute dell’uomo.
Il prodotto agricolo biologico deve essere accompagnato dalla necessaria certificazione – ha detto Girolomoni – a tutela del consumatore ma anche del produttore che sceglie questo tipo di coltura”.
Liliano Famigli, assessore provinciale all’ambiente, ha invece sottolineato come ognuno di noi manifesti la volontà di avere un ambiente ecologicamente più pulito, più sano.
“Diventa però difficile, al punto in cui siamo, coordinare ed effettuare interventi finalizzati a questo scopo.
Manca, infatti, un piano elaborato a livello nazionale – ha spiegato Famigli – e ci evidenzia una palese mancanza di organicità”.
I benefici effetti dell’agricoltura biologica, in relazione all’ambiente ed alla salute dell’uomo, sono stati l’oggetto della relazione del prof. Luciano Picchiai, primario di pediatria dell’Ospedale Buzzi di Milano.
“Solo attraverso l’agricoltura biologica si può riuscire ad avere un ambiente salubre, un inquinamento agronomico ridotto, acque più pulite sia in pianura sia in montagna, ed allo stesso tempo prodotti agricoloi più sani e più adatti all’alimentazione umana. Se i prodotti agricoli sono genuini – ha detto Picchiai – sono certamente una garanzia in più per il consumatore.
Tra i mali della civilizzazione vi è certamente il notevole incremento di determinate malattie e patologie (colesterolo, circolazione, gastriti, ulcere ed affezioni dell’apparato digestivo…). In relazione anche al boom di prodotti alimentari industriali a lunga conservazione che contengono sostanze coloranti e conservanti.
Prodotti, questi ultimi, che non sono certamente vitali, che non devono necessariamente entrare nell’alimentazione quotidiana. Invece nel prodotto naturale, specialmente nel vegetale, si trova l’interezza del fitocomplesso ed il rapporto uomo-natura”.