"IL BIOLOGICO È IL NOSTRO PIATTO FORTE"

Girolomoni, il 90% della pasta sui tavoli di tutto il mondo
Alice Capiaghi
Corriere Economia 22 aprile 2013

Il biologico sfida la crisi. E ne esce vincitore. Con tre italiani su quattro che, secondo uno studio Ismea, comprano biologico almeno una volta al mese, il settore è uno di quelli in crescita malgrado la congiuntura economica sfavorevole. Un segnale positivo per l’intero comparto, esemplificato, tra le altre, da una realtà storica del settore, la Cooperativa agricola Gino Girolomoni. Trentacinque dipendenti, trenta soci e un centinaio di aziende impiegate nella produzione per un business che nel 2012 è valso 7,5 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.
“Una crescita che – commenta Giovanni Girolomoni, presidente dell’azienda, fondata dal padre all’inizio anni Settanta – sembra essere confermata anche in questi primi mesi del 2013.
La scelta di campo è netta e consapevole: “Non passiamo dalla grande distribuzione generalista” precisano dall’azienda, ma solo attraverso le catene specializzate del biologico. I prodotti a marchio Girolomoni vanno dal riso alle farine e dai sughi al caffè, ma è la pasta a giocare il ruolo più importante. Prodotta con grano biologico coltivato nel territorio di Isola del Piano, comune a due passi da Urbino sulle cui colline la Girolomoni ha da sempre sede, la pasta pesa per il 90% del fatturato aziendale. Proprio nel segmento irrinunciabile della Girolomoni si concentrano le maggiori prospettive di sviluppo.
“Il mercato – spiega Girolomoni – è sempre più esigente e sofisticato: ad esempio piace la pasta prodotta con i grani antichi, come il Senatore Cappelli e il Graziella RA, che in Italia siamo gli unici a seminare. Se la produzione è interamente italiana, la propensione della Girolomoni è per il mercato estero. “Benché negli ultimi dodici mesi il mercato nazionale sia cresciuto di più rispetto a quello straniero – prosegue Girolomoni -, da anni ormai esportiamo il 90% dei nostri prodotti”. Mercati di destinazione quelli maturi europei, primi fra tutti Francia e Germania, e mondiali, come Usa e Giappone. E per il futuro? “Vorremmo inserirci nel Regno Unito, che per noi è un mercato difficile – spiega Girolomoni -. E poi andare in Brasile, dove stiamo già cercando un partner che con noi condivida non solo lo sviluppo commerciale ma anche la filosofia che sta alla base del prodotto”.
Quegli stessi valori di amore per la terra, rispetto per il pianeta e per le persone lasciati in eredità da papà Gino. Come i criteri più sofisticati del biologico, la produzione di energia rinnovabile e la sostenibilità ambientale, che sono oggi alla base dell’attività della cooperativa.