GINO E L’AMORE PER LA SUA TERRA

Il Giornale di Metauro
Cecilia Di Lorenzo
Aprile 2012

Rimarrà un modello per il mondo dell’agricoltura e per quello della cooperazione
Tre sono le grandi coincidenze che hanno portato Gino Girolomoni ad iniziare la sua avventura: la prima è quella di aver vissuto da sempre in un luogo senza acqua corrente e senza energia elettrica: “La mia più grande fortuna – raccontava – è di avere vissuto la mia infanzia in un mondo che non c’è più e che viveva di valori veri e rispettosi della persona e della natura. Un mondo che durava da 7.000 anni”; la seconda è LA CARICA DI SINDACO DI Isola del Piano che ha rivestito negli anni Settanta, poco più che ventenne, e che gli ha permesso di promuovere e realizzare una mostra sulla storia del mondo contadino ormai scomparso.

La terza coincidenza è stata quella di avere di fronte a sé un colle con lo splendido monastero di Montebello, ridotto a rudere, che ha sempre esercitato in lui un fascino indescrivibile.
Mettendo insieme tutti questi elementi è nata la Cooperativa Alce Nero (oggi i suoi prodotti sono denominati ‘Montebello’) che comincia la sua ‘missione biologica’ nel 1977: “Avevo sentito il grido di dolore della natura dovuto all’ingrato comportamento che gli uomini avevano nei suoi confronti: coltivazioni intensive, prodotti chimici sempre più usati, non rispetto dei ritmi naturali per perseguire logiche di mercato redditizio, un disastro”. Gino fonda la cooperativa con alcuni amici ristrutturando il tetto del monastero con i pochi soldi a disposizione, porta al colle la sua famiglia e i suoi animali ormai deciso a imparare a fare il contadino.

Gli ci sono voluti dieci anni – ci aveva raccontato – per imparare il mestiere: “In quel periodo parlare di biologico ci faceva sembrare, agli occhi della gente, dei matti”. Da quegli inizi traballanti è passato tanto tempo, tanto lavoro e tante vicende che gli hanno permesso di ristrutturare l’intero monastero e di trasformarlo nell’azienda che sognava. C’è anche una locanda euna fattoria didattica. Ci sono tanti prodotti, ci sono i suoi libri, i suoi interventi, i suoi tanti convegni sul biologico che hanno coinvolto da sempre figure di spicco come Guido Ceronetti, Sergio Quinzio, Paolo Volponi, Fabio Tombari…
Un uomo che ha realizzato un progetto d’amore così grande non può che essere di esempio per tutti, dimostrando che tutto si può fare. L’azienda rimane e visitandola si comprende il fascino. Dalle parole e dalle azioni di Gino si comprende il suo amore incondizionato per questa terra.

Non è un caso che la parola ‘uomo’ abbia le sue origini dal termine ‘humus’, che significa proprio terra.