AEROGENERATORE IMBRIGLIATO NEL VENTO

Il Resto del Carlino

martedì 22 dicembre 1987

A Montebello sulle Cesane. Illuminerà la cooperativa

Urbino – Via col vento sull’alta Cesena. A Montebello è stato impiantato un modernissimo aerogeneratore che funziona secondo il principio più antico del mondo, il vento appunto. È il più grande d’Europa tra quelli realizzati tra privati ed il primo installato in Italia sempre delle stesse proporzioni; al 26 sono già state in cantiere con destinazione la Sardegna. A progettarlo è stato l’ingegner Emilio Bianchi un notissimo elicotterista (ricordate il film Apocalipse Now? Gli elicotteri portano la sua firma) che ha riversato la sua esperienza nel creare un congegno perfetto capace di produrre 200 Kw con un vento di 30 Km/h. l’impianto comprende una torre di 25 metri d’altezza per un diametro sulla quale c’è un “cuscinetto” a sfera di un metro e mezzo che permette alla piattaforma sovrastante di orientare (il tutto avviene elettronicamente), la prua al vento. Due enormi pale (larghe complessivamente 25 metri) ed un generatore eolico completano tutto l’apparato visibile ad oltre cinque chilometri di distanza: l’aerogeneratore è stato progettato dalla Aergavi di Cagliari e prodotto dalla Lucas di Cremona.
L’impianto è destinato alla cooperativa agricola Alce Nero di Montebello che utilizzerà l’energia elettrica prodotta nell’ambito dell’azienda in cui funziona anche un mulino a cilindri e sta per essere realizzato un pastificio. Il progetto di tutto l’insieme (non c’è soltanto l’aerogeneatore) di impianti, centraline, generatori integrativi, condotte e di quant’altro necessario per rendere l’azienda autosufficiente, per quanto riguarda il fabbisogno di energia, è dello Studio Progea di Pesaro degli ingegneri Girelli e Uguccioni.
Qui è stato studiato, messo a punto e presentato alla Regione il progetto complessivo che, in base alla legge Regionale n. 35, è stato ammesso a beneficiare dei contributi per impianti ad energie rinnovabili; il costo totale dell’operazione, che è di £ 1.300.000.000, sarà alla fine finanziato per il 60 per cento dalla regione Marche. Nel programma è prevista anche la produzione di corrente tramite cellule fotovoltaiche per una potenza massima di 21 Kw.
Insomma quando c’è il vento ci pensa l’aerogeneratore, quando Eolo si scorda di soffiare intervengono, in tutto o in parte, il con generatore (200 Kw) e gli altri generatori d’emergenza. Per avere dati sul vento lo studio Progea ha provveduto ad installare per un anno un’apposita centralina, ma il contributo maggiore è stato dato dal professor Elio Boni dell’Università urbinate, direttore dell’Osservatorio metrologico. Calcolando circa 3.500 ore annue di vento utile si possono valutare in 350/400.000 i chilovattore prodotti in un anno, il che fa ascendere a circa 50 milioni di lire il valore di energia elettrica annualmente prodotta (gratis). Due ultime curiosità: l’aerogeneratore entra in funzione già col vento a 18 Km/h; il cogeneratore produce non solo energia elettrica ma anche calore (utilizzato nell’essiccatoio del pastificio) grazie al recupero del calore di scarto altrimenti disperso, pari a circa 200.000 chilocalorie.