A RISCHIO LA LIBERA COLTIVAZIONE DEL CAPPELLI

Quest’anno molti agricoltori biologici non hanno potuto seminare il grano duro varietà Cappelli. Un’azienda sementiera si è aggiudicata la licenza in esclusiva per questa antica varietà di frumento, creando una situazione delicata e pericolosa per il libero utilizzo delle sementi.
Proprio gli agricoltori Bio avevano riscoperto e recuperato agli inizi degli anni ‘90 questa varietà progressivamente abbandonata nel dopoguerra a favore di grani di taglia più bassa e più produttivi. Ora invece il Crea - ente di ricerca pubblico vigilato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, proprietaria del Cappelli - ha affidato i diritti in esclusiva per 15 anni sulla moltiplicazione e sulla commercializzazione di questa varietà alla SIS – Società Italiana Sementi spa. Con questo accordo, la fornitura del seme all’azienda agricola è condizionata alla sottoscrizione di un contratto con la ditta sementiera nel quale si prevede il conferimento dell’intera produzione agricola. Le royalties non sono applicate solo al seme destinato alla moltiplicazione, ma anche al seme destinato alla molitura. In sostanza, gli imprenditori agricoltori sono privati della possibilità di sviluppare e promuovere filiere fino al prodotto finito.
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