16 MARZO MUORE GINO GIROLOMONI

La Circolare
Paolo Massobrio
aprile 2012

Mi raggiunge la notizia che è morto Gino Girolomoni, il padre dell’agricoltura biologica, il fondatore di Alce Nero a Isola del Piano. Un grande, che ho avuto la fortuna di conoscere agli inizi della mia carriera, quando Dario Benetti, vent’anni fa, mi invitò a Bormio per un convegno.

Ho voluto ricordarlo così, scrivendo un articolo per il settimanale Vita.
“Gino Girolomoni lo conobbi più di una ventina di anni fa, in un convegno a Bormio, organizzato dall’Associazione Umana Dimora. Conobbi lui, ma soprattutto la sua storia, che mi sembrava pazzesca allora, essendo ancora in atto una guerra con quella burocrazia che si rifiutava di conoscere.
Ricordo la sua tenacia, ma anche la sofferenza, contro un male diffuso nella nostra società, l’ignoranza, che poi avrei riscontrato anch’io quando dovetti occuparmi di una cosa che non c’era, come le denominazioni comunali. Lui aveva deciso di occuparsi del biologico a Isola del Piano, sulle colline pesaresi, aveva creato un modello di coltivazione che aveva trovato ispirazione sia nella storia del nostro paese (la tradizione) si ada altre esperienze in giro per il mondo.
Era un personaggio poco incline ai compromessi, ferito da quelle barriere che si issavano davanti a qualcosa che non era già codificato, come se il mondo non si potesse mai cambiare. Aveva ricevuto sanzioni, minacce, ma è andato avanti certo di una battaglia buona, soprattutto cosciente che avrebbe dovuto lasciare un segno tangibile alle future generazioni rispetto a ciò che aveva intuito.

Io credo che Gino, l’uomo con la barba che dava l’idea un po’ selvaggia dell’agricoltura, sia stato innanzitutto un uomo della sua terra: rude ma infinitamente buono, che aveva dentro di sé il nobile concetto della restituzione, davanti al dono grande che era la vita. Nel 2006, quando istituimmo il premio alla civiltà contadina, il primo nome che ci venne in mente fu il suo. E venne il figlio a Golosaria a Milano, a ritirare un riconoscimento che aveva il valore di una stretta di mano di amici, commossi che la storia di Gino continuasse con vigore. La settimana scorsa è arrivata la notizia, appresa dall’unico quotidiano nazionale che l’ha pubblicata, Avvenire. Eppure questo uomo è stato il padre del biologico in Italia, colui che ha sdoganato un genere, oggi diffuso, forse anche troppo. Ma tutto e in particolare le battaglie e i suoi protagonisti è stato in fretta dimenticato. Non lo dimenticherò io, non lo dimenticheremo noi che su queste pagine, spesso, ci siamo confrontati con le sue provocazioni.


Stella Bio 2012

RASSEGNA STAMPA    |    PUBBLICAZIONI