STORIA DEL MARCHIO

Vieni alla scoperta della storia del nostro marchio e delle grandi realtà italiane a cui ha partecipato Gino Girolomoni.
 
DA ALCE NERO® A MONTEBELLO® 
Nel 2004 avviene la separazione dal marchio Alce Nero e la nascita del marchio Montebello®, con una grafica che raffigura in sintesi il Monastero.

Nel 1999 la Cooperativa AlceNero e la Cooperativa Conapi costituirono la società “Mediterrabio S.r.l.”, che vedeva il conferimento dei rispettivi marchi, “Alce Nero®” e “Mielizia®”, con la mission di distribuire sul mercato i prodotti di entrambe le Cooperative. Nel 2000 fa il suo ingresso, in qualità di socio finanziatore, Coop Fond, che entra nel capitale sociale di Mediterrabio. Di lì in poi la gestione verrà sempre più seguita da persone di fiducia di Conapi e di Coop Fond, con una progressiva esclusione della Cooperativa Alce Nero. 


La mancanza di condivisione di strategie aziendali e commerciali e l’impossibilità di poter intervenire nelle decisioni più importanti, costringe la Cooperativa Alce Nero a uscire dalla compagine societaria di Mediterrabio.

Intenzione della Cooperativa era quella di riprendersi il proprio marchio facendo leva sui patti parasociali sottoscritti tra le parti, ma l’opposizione degli altri soci e il prospettarsi di lunghe battaglie in tribunale, con costi in quel momento difficili da sopportare, hanno fatto desistere la Cooperativa Alce Nero dal muoversi in quel senso. L’unico accordo che ha trovato il consenso della controparte è stata una transazione, attraverso la quale la Cooperativa AlceNero ha venduto le sue quote di partecipazione: la cessione è avvenuta il primo aprile del 2004. E’ da quel momento che inizia lo studio e lo sviluppo del nuovo marchio “Montebello®”, il quale viene lanciato sul mercato agli inizi del 2005.

DA MONTEBELLO® A GIROLOMONI®
Nel 2012, tuttavia, già insieme a Gino Girolomoni si era decisa una nuova configurazione: il nome Girolomoni® sostituirà così del tutto quello di Alce Nero® e di Montebello®: il posto del capo indiano a cui ci si era ispirati per il primo brand lascia spazio a questo “capo” contadino che nella vita ha saputo galoppare, con quanto fiato aveva in corpo, per promuovere l’agricoltura biologica, per raccontare una storia e per vendere i suoi prodotti. Quei prodotti che la cooperativa è ancora in grado di offrire sul mercato grazie a ciò che ha ricevuto in eredità.